Photographer

Francesco Nicolò

Chi Sono


Ho un atteggiamento ingenuo sulla fotografia, credo che una foto sia bella o ben riuscita se dà una sensazione di piacere a chi la guarda, istintivamente, senza particolari riflessioni. E’ questo quello che cerco di fare e le mie foto rispecchiano questo punto di vista. Ognuno poi le apprezzera’ o rifiutera’ a seconda del proprio gusto e del proprio linguaggio interiore e se vorra’ vi potra’ cercare dei (suoi di chi guarda) significati.

Detesto l’idea di trasmettere messaggi o ancora peggio turbamenti interiori attraverso foto la cui eventuale bruttezza sarebbe giustificata da questi problemi della psiche.
Credo, e mi ripeto, in un approccio piu’ semplice e diretto e lascio ad altri settori, ad esempio alle scienze cognitive, le discussioni sui linguaggi privati e sui linguaggi comuni.
 
Ammiro certo i grandi fotografi di reportage, il Salgado delle zone di guerra o il Capa della guerra civile spagnola, il Mc Curry della donna afgana, perche’ hanno coniugato, cosa difficilissima, la bellezza delle loro foto con l’intensita’ del messaggio trasmesso, ma in generale con appunto alcune grandi eccezioni, chiamerei il reportage fotografico piu’ che fotografia , informazione fotografica.
Mi piace pensare che il confine tra la foto e altre forme artistiche, la pittura in primis, sia molto labile e che quello che il fotografo fa con photoshop o in camera oscura sia in un certo senso l’equivalente delle correzioni con i pennelli sulla tela del pittore.

In questo senso tutto cio’ che avvicina pittura e fotografia e’ a mio parere benvenuto, perche’ ogni ‘’meticciato’’ in ogni campo della storia umana e dell’arte in particolare e’ , a mio parere, un grande arricchimento.

Credo poi che in ogni forma artistica oltre all’ispirazione la tecnica giochi un grande ruolo e che dietro le opere dei grandi artisti siano essi fotografi o pittori ci sia un enorme padronanza del mezzo tecnico (80% almeno) e che una foto fatta male non possa essere mai giustificata da una overdose di sensibilita’ artistica. In questo senso faccio fatica a comprendere lo snobistico rifiuto delle tecniche fotografiche più avanzate (‘’faccio solo le foto in analogico…, faccio solo le foto con la polaroid…’’) come se queste nuove tecnologie potessero davvero nascondere o simulare il valore artistico di una foto.

Nelle mie foto non cerco di imporre un filo conduttore, se una continuità ci deve essere, essa risiede esclusivamente nel fatto che sono, tra le tante, quelle che piu’ mi piacciono e tutte rispecchiano il mio amore per i colori, per la geometria e per il corpo femminile.